Spinta gentile e Salute

American Snacks

Dopo una bella e riposante pausa estiva, riprendo a scrivere un po’ sul mio blog. E quale migliore argomento da trattare se non quello della salute? Nel mese dell’anno in cui la prova costume promuoverà alcuni e ne boccerà altri, un gruppo di studiosi della Cornell University di Ithaca (Stati Uniti) ha ideato uno snack per combattere l’obesità infantile. In America, ma ormai sempre più anche in Italia, i bambini spesso vengono lasciati davanti la televisione per ore. E questi, belli comodi sui divani, smangiucchiano gustosissimi snack di ogni sorta, pieni di zuccheri e grassi. Come si sa davanti la televisione si tende a ingurgitare più del necessario per soddisfare la fame. E il tempo che si dedica a questa attività limita quello passato a muoversi e giocare al parco coi propri coetanei. Per limitare parte di questa serie di fattori negativi per la linea, lo studio americano ha voluto testare l’efficacia di snack a base di formaggio e verdure, più nutriente e salutare. 200 bambini tra gli 8 e i 12 anni sono stati così divisi in gruppi: ad alcuni è stato dato uno snack di patatine classiche, ad altri lo snack al formaggio e verdure. Entrambi i gruppi hanno consumato le proprie merende davanti un programma televisivo della durata di 45 minuti.  Ebbene, a parità di gradimento, i pergoletti che hanno assaggiato gli snack più salutari, si sono saziati prima e hanno introdotto il 72% in meno di calorie.

La ricerca è pubblicata sulla rivista Pediatrics, e presenta un’idea potenzialmente efficace di nudge in campo alimentare: se l’obesità è difficile da eliminare, si può partire con il sostituire alcuni alimenti che migliorano la qualità delle abitudini nel complesso scorrette di chi soffre di obesità.

Un altro pungolo nello stesso ambito, ma forse meno “gentile”, è quello ipotizzato dai ricercatori della North Corolina University (studio pubblicato sulla rivista Appetite). In questo caso a 800 adulti è stato chiesto di scegliere da un menù virtuale una serie di pietanze. Queste erano presentate in 4 varianti: a) senza informazioni sulle calorie apportate, b) con gli apporti calorici di ciascun piatto, c) con le calorie e i minuti necessari per smaltirle, d) con le calorie e i kilometri da percorrere per smaltirle. Mantenendo l’ordine della presentazione dei menù, l’apporto calorico dei piatti scelti è risultato decrescente: da 1020 kcal scelte se gli alimenti erano presentati senza alcuna indicazione della tabella nutritiva, a 826 con i km da percorrere.
In un altro studio pubblicato dall’American Journal of Public Health, condotto fra adolescenti di colore, si è visto che, quando nei punti di vendita c’erano cartelli informativi sulle calorie fornite dalle bibite zuccherate, la scelta ricadeva più facilmente sull’acqua. Inoltre, di tre condizioni testate – i dati sull’apporto calorico, la percentuale del fabbisogno energetico giornaliero fornito da una bibita zuccherata, i minuti di corsa necessari per smaltire le calorie – la durata della corsa necessaria per bruciare le calorie risultava la più efficace nel ridurre l’acquisto di bevande dolci (Carla Favaro, Corriere della Sera, 23 maggio 2014).

In Giappone, invece, sulle scale delle metropolitane che affiancano le scale mobili, è stato scritto il numero di calorie consumate ad ogni gradino. Spinta gentile a salire a piedi invece che trasportati.

Forse una combinazione di tutti questi pungoli può essere la soluzione vincente per migliorare la qualità della vita per coloro che hanno una capacità di autocontrollo (vedi post L’Architetto delle scelte) un po’ debole. Certamente quello della salute è un campo sempre più fertile di idee innovative e spinte gentili.

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