Excuse me Sir, do you mind if I jump the queue?

british queue

Nel post “La forza del conformismo” ho introdotto il tema delle pressioni sociali. Spiegando quanto i comportamenti delle masse influenza il comportamento di un singolo, ho riportato la teoria elaborata da Thaler e Sustein, massimi esperti nel campo, secondo cui le influenze sociali sono di due tipi: quelle legate all’informazione che una molteplicità di persone mette in circolazione – che suggestionano la percezione e l’elaborazione di un determinato evento o concetto; altre connesse alla paura di sentirci giudicati ed emarginati dal gruppo di pari – che influenzano le nostre azioni.

Il conformismo è solo uno dei risultati innescati da meccanismi mentali che quotidianamente mettiamo in atto senza accorgercene. Nel video che vi propongo oggi, la ricercatrice danese Sille Krukow introduce al pubblico di TED (programma non-profit che propone ogni sorta di conferenze) il concetto di nudge. Per farlo mostra alcuni dei comportamenti umani che volenti o nolenti mettiamo in atto ogni giorno, non perché siamo mentalmente limitati o menefreghisti, ma semplicemente perché il nostro cervello funziona in un certo modo e, pieno di stimoli ed emozioni diverse, fatica a realizzare un dato comportamento auspicato.

Quindi, nonostante siamo iscritti a Greenpeace e la domenica ci ritroviamo in via Dante con cartellette in mano a fermare passanti indispettiti alla ricerca di fondi per una buona causa, ogni mattina e ogni sera non ci ricordiamo di chiudere l’acqua del rubinetto mentre ci laviamo i denti. Oppure, anche se medici e capaci benissimo di capire l’importanza del movimento fisico, l’unico momento in cui muoviamo le gambe è quando saliamo e scendiamo dalle nostre automobili dopo aver fatto la spesa al supermercato di fronte casa; ancora, ma perché ci ritroviamo a mangiare quel succulentissimo tiramisù se sappiamo benissimo che siamo a dieta? Vabbè, da domani iniziamo seriamente..

Capita anche che, pur essendo molto ordinati e amanti della pulizia, se invitati ad un pranzo all’aperto dove vediamo che i piatti, una volta usati, vengono lasciati sulle panchine e per terra, miracolosamente le nostre manie casalinghe svaniscono, e ci dimentichiamo anche noi dell’esistenza dei bidoni per la spazzatura.

E’ quello che è accaduto agli spettatori di Ted, come potete vedere qui. Se avete poi la pazienza, al minuto 6.40 è presentato un altro esempio di comportamento di massa: la fila. Nel video vi si presenta una fotografia raffigurante molte persone che ordinatamente, una dietro l’altra, aspettano il proprio turno. Se anche solo una di loro cominciasse a spingere e passare avanti, l’intero quadro si romperebbe: è ciò che Sille Krukow chiama pack mentality, uno dei più potenti istinti umani che ci porta a imitare il comportamento altrui. Credo che tutti almeno una volta abbiamo sperimentato questo fenomeno. Se un amico ha mal di gola e parla sottovoce, anche noi abbassiamo la voce. Se qualcuno si toglie le scarpe sulla soglia di casa, noi facciamo lo stesso (maledicendo magari chi non ci ha informato di quest’usanza, avremmo messo un paio di calzini con meno buchi..). Personalmente mi capita di farci caso soprattutto in aereoporto, quando vado in Inghilterra. Nei voli interni, pieni di inglesi disciplinatissimi, mi ritrovo anch’io a fare un passo dopo l’altro in un ammirevole atteggiamento british. Quando invece mi ritrovo davanti al gate per rientrare a Milano, esce nuovamente in me quello spirito primitivo che ci trova gusto a fare calca e dare spintoni. Per cosa poi, sulla Ryanair tutti i posti sono scomodi..

Ma non importa andare troppo lontano per toccare con mano la pack mentality. 

Provate la metropolitana milanese. Tuffatevi nella linea gialla diretta a Comasina, scendete a Duomo e prendete le scale mobili. Vedrete che ce ne sono due, una affianco all’altra. Entrambe si fermano dopo qualche minuto che nessuno ci sale sopra. Quando le persone fuoriescono dai vagoni come sardine intrappolate nelle scatolette, prendono la scala più vicina, quella di destra. Di conseguenza quella a sinistra continua a rimanere ferma. Quello che succede è che si crea una fila lunghissima a destra, perché la gente pensa che la scala mobile di sinistra sia rotta. E prima che qualche intrepido riveli la verità, passano molti secondi, con le persone che si guardano a vicenda e si domandano se l’altra scala è rotta. Ma restando in coda, ovviamente.

Augurandomi di non violare nessuna legge sulla privacy, vi posto il video che ho fatto lo scorso sabato così potete vedere personalmente il fenomeno che vi ho descritto. Fate attenzione soprattutto alla fine, quando chiaramente una coppia che si sta dirigendo verso destra fa uno scatto verso la scala di sinistra non appena si accorge che non è rotta, ma perfettamente funzionante ! Ecco qui il video, buona visione.

Segnalo infine, a chi già non lo conoscesse, il blog di Matteo Motterlini, esperto di psicologia cognitiva ed economia comportamentale. Io ho cominciato a leggerlo da qualche tempo, e merita davvero. Eccolo qui.

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