Write or Die, un’App per i temporeggiatori

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Sto seguendo da qualche settimana un corso su Coursera intitolato Learning how to Learn, powerful mental tools to help you master tough subjects (Impara ad imparare: potenti strumenti mentali che ti aiuteranno a masticare argomenti complessi).

Come altri corsi che ho frequentato su Coursera, anche questo è molto ben fatto e organizzato. Settimana scorsa, oltre alle video lezioni, c’era la possibilità di ascoltare delle video interviste a professori o professionisti che si occupano di tecniche di apprendimento e creatività. Sono state tutte molto interessanti, ma quella a Daphne Grey Grant mi ha dato lo stimolo per questo post.

Daphne è stata senior editor per diversi anni per un quotidiano canadese, ma dopo aver partorito tre gemelli in un colpo solo, 20 anni fa ha deciso di dedicare la sua principale occupazione alla gestione familiare e incentrare la sua vita professionale nel suo blog in cui da’ lezioni e consigli su metodi e strumenti utili per scrivere facilmente e velocemente. Nell’intervista che ho seguito affrontava il tema del temporeggiare, e della fatica di superare  il blocco della pagina bianca. L’errore principale che si commette in questi casi, spiegava, è quello di voler scrivere usando un editing mode, ossia tendiamo ad anticipare la fase di revisione e correzione nel momento stesso in cui buttiamo giù le idee. In questo modo, però, blocchiamo il nostro writing mode, stato mentale più creativo che dovrebbe essere invece lasciato libero di ogni limitazione per fluire pieno di idee.

La preoccupazione della forma più che del contenuto sembra dunque essere uno degli errori principali che mettiamo in atto quando scriviamo e rappresenta la causa del blocco dello scrittore.

Ci sono diverse tecniche però che vengono in aiuto, come ad esempio il mind-mapping, che consiste nello scrivere nel centro di un foglio il tema principale di cui vogliamo parlare, per poi cominciare a formare tutta una serie di ramificazioni che rappresentano le idee e le connessioni mentali che abbiamo in riferimento a quel tema.

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Se questo metodo non dovesse funzionare, e siete delle persone amanti della tecnologia, c’è anche un’ App molto simpatica che si chiama Write or Die (qui il sito dove potete scaricarla). Questa fa leva su tutta una serie di fattori che vengono coinvolti nell’atto dello scrivere e che ci portano a procrastinare. L’idea di fondo è: se smetti di scrivere, ci sono delle conseguenze. Una volta installata l’applicazione e definito il numero di parole che si intende scrivere, infatti, se si interrompe il tamburellare sui tasti per un tot di secondi, l’urlo di un neonato o il suono di una sirena fanno da sottofondo ad una serie di insetti piuttosto raccapriccianti che cominciano a comparire sullo schermo. L’unico modo per far scomparire urla e mostri è quello di ricominciare a scrivere qualcosa. Volendo cambiare il setting, adesso con la nuova versione è possibile anche definire uno sfondo piacevole e rilassante che stimola la nostra creatività, ma nel momento in cui ci interrompiamo questo comincia a svanire fino a scomparire. Unica via d’uscita, come prima, è quella di riprendere a scrivere.

Così facendo non abbiamo tempo di far scattare l’editing mode prima ancora che il writing mode abbia concluso la sua creazione. E’ previsto anche un premio nel momento in cui si raggiunge l’obiettivo desiderato: ad esempio, dopo un tot di parole digitate possiamo decidere di far comparire delle immagini piacevoli o la nostra canzone preferita. Tutto questo per darci degli stimoli ulteriori a concludere quanto iniziato e farla finita una volta per tutte con il procrastinare.

Detto questo…foglio bianco, non mi fai più paura !

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